sabato 12 settembre 2009

Life in Odense - Le biciclette

Ma parliamo meglio della nostra lunga e perigliosa avventura per acquistare una cazzo di bici.
Eh si.. sarà perché Odense è stata dichiarata "città della bici" in Danimarca, sarà perché qua in periferia dove stiamo è impossibile muoversi in bus, la bici serve come il pane.

Già, il servizio pubblico sarebbe anche molto efficiente (non si sgarra un orario con ritardi) ma per prima cosa è carissimo (quasi 3€ a biglietto) e inoltre, a parte le linee che servono il centro, le altre sono più o meno come il 10 a Livorno e passano una volta ogni morte di Papa.
Se poi ci metti la paura che l'autubus dove sei salito diventi improvvisamente il 13 rosso barrato per Chioma, insomma...non è che li prendi proprio volentieri..

Uno dice: "Vabbè! Spostati a piedi!" Guarda lui lì deh!Ha visto un ber mondo!!
Già perché, pur essendo il nostro dormitorio uno di quelli più vicini alla facoltà, quest'ultima è inculata tra i campi da golf e non è propriamente ad un tiro di schioppo e le fermate degli autobus scarseggiano.
Inoltre in 'sta città pare vigere l'assioma di "collocazione dei dormitori" per cui, non importa dove venga esso costruito, l'importante è che nelle immediate vicinanze non ci sia assolutamente un cazzo di nulla; ed infatti ce ne siamo bene accorti i primi giorni dove per comprare il minimo indispensabile per una degna sopravvivenza dovevamo fare tutto a piedi con le buste sul groppone.
Il bello è che se chiedi ad un danese del supermercato più vicino ti fa: "Deh! Agile! Vai giù di e in 20 minuti a piedi ci sei" A parte il fatto che devono camminà di molto veloci, ma un cazzo di bus per tornare indietro quando uno c'ha 4 buste a carico.. no eh?!

La soluzione, come si poteva facilmente intuire, sta nel comprare una fottuta bici.
Qui gli studenti vanno e vengono e molti a fine studi vendono a prezzi stracciati le loro vecchie bici di 3° 4° mano e te, che hai camminato come un pellegrino per una settimana, la prenderesti anche con le ruote quadrate e senza sellino pur di muoverti in tempi decenti.
Il nostro uomo in questo caso è Artur Kosiński, un polacco che pare avere cinque bici da vendere appartenute a gente che adesso non studia più lì.
Io, Gigi e Davide accordiamo un incontro e vediamo le prime 3 bici; la prima costa sinceramente troppino ed interessebbe a Davide che qui deve starci un anno, la bici da uomo va a Gigi che ha il merito di aver trovato il contatto ed a me resta the cheapest one: una meravigliosa bici da donna color fucsia che sembra perdere pezzi...aggiudicata! non c'è molte altre scelte!
Restiamo d'accordo in parola per l'affare e ci salutiamo per concludere il giorno dopo, o almeno così speravamo...già, speravamo! Eh si! Artur, che dimostrava di non averci capito un cazzo, il giorno dopo aveva venduto ad altri le bici promesse a Gigi e Davide. Rimaneva la scassona che mi sono prontamente comprato io. Gigi resta in parola per una bici verde da donna che al momento è in riparazione e Davide procede autonomamente a trovare una nuova bici.
Io tutto contento scopro che la bici di problemi ne ha a pacchi: ogni cosa rotta è stata riparata con il nastro adesivo, la catena salta fuori almeno 5 volte a giorno, cigola e sgratta che è un piacere, frena di merda e via dicendo...insomma, impossibile da usare!!
Per fortuna anche diversi giorni di vita con la bici Artur accondiscende a rimborsarmi il prezzo e nella stessa giornata contatto un personaggio alquanto singolare in maglietta della Juve (gobbo) che mi vende una bici del tutto simile (anch'essa viola) alla stessa cifra. Questa volta però la bici funziona e fino ad ora, tocchiamoci il naso, di problemi non me ne ha dati (a parte qualche tuning in qua ed in là).
In questo senso gli altri due compagni di sventura sono stati più sfortunelli di me: Davide ha preso una bici da 600 kr. ed ha forato 3 volte!! La disavventura di Gigi ormai è nella storia ed è inutile ripetersi.
Io in quanto a disgrazie sono andato a pari degli altri facendo un pattone in prossimità di un semaforo per via dei freni. Siccome rischiavo di passare un incrocio col rosso mi sono buttato sul marciapiede; per fortuna il mio fisico possente e l'attività ginnica fatta qui in palestra mi hanno fatto atleticamente atterrare sul selciato limitando i danni ad uno sgraffio su un palmo ed un ginocchio battuto.
Non vi preoccupate! il vostro fedelissimo si è già ripreso alla grande!

Alla fine l'importante è che adesso ce le abbiamo e soprattutto che non ce le inculino; se sentite partire un moccolo sapete perchè.

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